Poste, il principale fornitore di identità digitali su canale SPID, ha comunicato che il rinnovo dei propri servizi di identità digitale sarà a pagamento. Scopriamo cosa ha portato a questa scelta, come mai cambiare operatore potrebbe essere solo una soluzione tampone e come evitare del tutto i rincari.
TLDR
Poste Italiane ha deciso che il rinnovo della propria identità SPID costerà 6€ all’anno e coinvolgerà tutti i propri utenti tranne alcune categorie ovvero i minorenni, gli over 75, gli utilizzatori di SPID a uso professionale ed i residenti all’estero. Non si paga se si è afferenti alle esclusioni precedentemente citate, se si scelgono altri fornitori di SPID che al momento non prevedono il rinnovo a pagamento o se si sceglie di autenticarsi tramite Carta d’Identità Elettronica o CNS.
Cos’è SPID e perché se ne sta parlando?
SPID o Sistema Pubblico d’Identità Digitale è uno dei principali canali di autenticazione messo a disposizione dall’Agenzia dell’Italia Digitale, uno degli attori principali per la transizione digitale della Pubblica Amministrazione Italiana. Il suo scopo è facilitare gli accessi ai servizi web della PA da parte del cittadino dato che scelto un fornitore di identità digitale, sarà poi in grado di fare il login in qualsiasi piattaforma pubblica con le stesse credenziali e quindi con lo stesso metodo di accesso.
Il problema di SPID è che nasce come servizio in mano prevalentemente a operatori privati che nel tempo si sono trovati a sostituire la figura pubblica che intanto stava implementando per tutti i cittadini il sostituto della carta d’identità cartacea ovvero la CIE (Carta d’Identità Elettronica) che anch’essa tramite particolari tecnicismi prevede dei sistemi per l’autenticazione digitale semplificata del cittadino.
Nel corso degli anni è accaduto in diverse occasioni che i Provider SPID minacciassero il lancio del rinnovo a pagamento dato che per queste realtà lo SPID non portava ad alcun beneficio concreto, non c’è mai stata infatti una monetizzazione del servizio o dei dati se non per le fasi di verifica dell’identità del cittadino che richiedeva il servizio, e comunque non per tutti i provider.
La fornitura del servizio quindi avveniva e avviene con delle sovvenzioni statali che spesso sono state ridimensionate e oggetto di critica. Visto un futuro non proprio roseo per il futuro di questi servizio con la sempre maggiore diffusione di CIE e IT Wallet (l’app IO) ha senso pensare che i fornitori, Poste Italiane in primis, siano volte correre ai ripari.
PosteID: esenzioni, costo e modalità di rinnovo, modalità di recesso
Gli utenti SPID di Poste Italiane usano PosteID come fornitore di SPID. Il servizio rimane invariato nel primo anno di servizio, quindi è possibile iniziare a usare SPID gratis per tutto il primo anno di fornitura (con eventualmente un pagamento per il riconoscimento, quando previsto). Al secondo anno verrà chiesto un canone annuale di 6€. Il rinnovo può avvenire online tramite pagina dedicata (Poste spiega che è un sistema utile per chi vuole aiutare qualcuna che si è visto disattivato l’accesso all’area online) o area riservata oppure in ufficio postale dove si ricorda che è possibile saltare la fila allo sportello, con qualche piccola accortezza.
Ci sono comunque delle categorie che al momento sono esentate dal pagamento ovvero:
- i cittadini con almeno 75 anni di età (over 75)
- i cittadini residenti all’estero
- i cittadini minorenni (under 18)
- chi usa SPID ad uso Professionale
I clienti di Poste che dovessero decidere di non rinnovare SPID non dovranno fare altro che non pagare più il servizio. In questo caso la propria identità digitale rimarrà attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso in accordo con le proprie Condizioni Generali di Servizio. In questa finestra temporale sarà possibile rinnovare il servizio in qualsiasi momento ma non sarà possibile accedere ai servizi web collegate al servizio.
Le alternative a PosteID
Al momento le strade sono principalmente due per chi volesse spostarsi da PosteID. Cambiare fornitore o cambiare metodo di login.
Se si decide di cambiare fornitore si rimane dentro il “circuito” SPID. É sufficiente scegliere un’altra realtà diversa da Poste, come ad esempio Sielte, InfoCert, Namiral e così via e attivare i servizi di identità digitale dove si vuole. Vale la pena ricordare che non ci sono limiti al numero di identità digitali SPID che possono coesistere. Nulla vita infatti di avere ad esempio Poste e Namiral o Namiral e Infocert e così via con più SPID. Potrebbe diventare un po’ oneroso in termini di costi se altre aziende seguiranno quanto iniziato da Poste ma fornisce dei sistemi di salvataggio qualora ci fossero dei problemi con il fornitore principale.
La grande alternativa è cambiare il metodo di login. Pur essendoci spesso la Carta Nazionale dei Servizi come sistema di login valido, si attiva spesso in abbinata alla propria tessera sanitaria presso alcuni ospedali della propria regione, il metodo risulta in rapida dismissione. Viene quindi consigliato di passare ai servizi di autenticazione offerti dalla propria Carta di Identità Digitale che avvengono tramite smartphone con lettore NFC integrato o tramite lettore NFC da acquistare a parte. In termini di costo CIE batte nettamente PosteID e similari perché il costo è obbligatorio (il documento serve) e si paga solo al rinnovo che è fissato generalmente in 10 anni.
CIE al contrario di CNS è in fase di evoluzione, non dismissione, e il Governo è incentivato a promuovere questo servizio in quanto di natura pubblica e sotto il proprio esclusivo controllo. Va però ricordato che non ancora tutti i portali della PA offrono il login tramite CIE ma quelli ancora non abilitati sono sempre meno.
Sulla carta d’identità elettronica abbiamo preparato un articolo dedicato che suggeriamo di approfondire cliccando qui.



