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Libra: il bitcoin ha un nuovo rivale… Facebook!

Nella rubrica dedicata al deep web vi ho parlato anche di BitCoin. Per chi non lo sapesse si tratta di una criptovaluta basata sulla blockchain ed è, in un certo senso, l’equivalente dell’euro nel web sommerso. Le transazioni si basano sulla blockchain, un gigantesco elenco di transazioni registrato e distribuito su tutti i nodi della rete che ne fanno parte rendendo impossibili, o comunque molto più difficili, le manipolazioni non autorizzate.

Da oggi BitCoin ha un nuovo rivale. Libra. Si tratta di una “criptovaluta” (metto le virgolette apposta, il perché lo spiego poi, rilasciata di recente da Facebook in collaborazione con un numero enorme di partner globali tra cui Paypal e la nota Iliad.

Link Utili:
Alla Scoperta del Deep WebBitCoinSito Ufficiale di Libra

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Opinioni Personali / Prodotto non ancora in commercio

Il contenuto di questo articolo si basa sulle opinioni personali dell’autore dell’articolo (nella sezione riferita alla natura di Libra come criptovaluta).

L’articolo tratta di un prodotto annunciato ma non ancora in commercio, le informazioni relative a Libra sono quindi suscettibili di modifica.

Cos’è veramente Libra?

Video promozionale di Libra – via Youtube

Libra, come detto, è una criptovaluta presentata da Facebook il 18 Giugno 2019 che verrà presumibilmente rilasciata al pubblico l’anno prossimo, quindi nel 2020.

A simple global currency and financial infrastructure that empowers billions of people.

Mission di Libra: una valuta semplice e disponibile in tutto il mondo (unita) ad un sistema finanziario in grado di “dare potere” a miliardi di persone.

L’obbiettivo è connettere le persone:

tramite pagamenti istantanei senza commissioni ed operanti per vie traverse rispetto all’economia tradizionale Libra punta a diventare un sistema alternativo ai grandi meccanismi finanziari che oggi, bene o male, conosciamo.

Ma a noi, cosa cambia?

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Una possibile interfaccia per gestire i pagamenti con Libra

Facebook ha rilasciato Libra promuovendo la criptovaluta anche al di fuori del suo ecosistema. Oltre a poter richiedere e ricevere soldi su Facebook, Whatsapp e Instagram avremo l’opportunità di eseguire transazioni anche sui principali partner commerciali di Big F come Mastercard (in sostanza buona parte delle transazioni fisiche nei negozi ed online), Paypal (le rimanenti…), Spotify e moltissimi altri. Il tutto, sembrerebbe, senza costi aggiuntivi o nascosti. Né per l’esercente né per il consumatore.

Il guadagno probabilmente ricadrà su Calibra, una sussidiaria di Libra che si dovrebbe occupare della diffusione della nuova criptovaluta ma anche dei potenziali servizi finanziari da proporre agli investitori.

Libra (NON) è una vera criptovaluta

Almeno, io la penso così. É più sicura del bitcoin ma non è una criptovaluta vera e proprio. Non utilizza lo stesso identico sistema del Bitcoin, Ether e simili.

Libra non si basa sulla blockchain e non dovrebbero esserci miners da dover ricompensare per creare nuova valuta.

Ci sono assets che vengono utilizzati, portafogli azionari reali legati alla ricchezza reale come obbligazioni, valori legati a monete o comunque ad elementi solidi come petrolio, oro e materiali preziosi.

Quello che si concretizza è un mondo parallelo alla finanza centrale. Arriverà a portata di mano, o di smartphone, la blockchain e quello che sembrava un tabù accessibile ai soli smanettoni: pagare con una criptovaluta.

Il pericolo è dietro l’angolo (ma non per noi)

A dire il vero c’entriamo anche noi. Le autorità europee che molto tengono alla privacy dei cittadini del vecchio continente hanno mostrato preoccupazione e rammarico per la sicurezza dei dati personali dei futuri clienti di Libra. Ma la vera spina nel fianco è ben altro.

Si tratta di deregulation.

Ovvero, si tratta di fare economia in un ambiente deregolamentato dove le leggi nazionali e sovranazionali non possono arrivare.

É una cosa positiva? Per Facebook sicuramente. Dopo tutti i problemi di Cambridge Analitica, del calo di utenti attivi, delle tasse evase e non pagate in Europa e, passatemi il termine, “avanti Savoia” o per chi è più moderno “chi ne ha più ne metta”.

Il problema è semplice, non ci sarà nessuno a controllare il comportamento della nuova criptovaluta, non ci sarà nessuno a controllare Facebook.

E se è vero che la nostra burocrazia è lenta e farraginosa, almeno possiamo contare su leggi scritte nero su bianco, su meccanismi che bene o male funzionano e che possono essere gestiti. Qui si parla (similmente in politica sul caso dei MiniBot) di creare una moneta parallela a quelle già esistenti creando nuovi guai di rilevanza globale.


Articolo in aggiornamento

Fatemi sapere qui nei commenti cosa ne pensate! Voi utilizzerete Libra quando sarà accessibile per tutti? Scrivetelo qui sotto!

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Scritto da Massimiliano Formentin

Sono sempre stato un appassionato di tecnologia, il mio scopo con PcGenius è condividere questa mia curiosità con il mondo intero. Nella vita faccio anche altro: suono il pianoforte e mi occupo di web.

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