Touchscreen? Il segreto è svelato!

Li usiamo ogni giorno, ma la maggior parte di noi non sa come funzionano, il touchscreen è presente su ogni smartphone che ne permette il funzionamento senza ricorre ad una tastiera fisica. Di touchscreen ne troviamo di tutti i tipi, ce ne sono tanti e di più tipi, per ognuno di loro il funzionamento e diverso e il compito di questo articolo sarà uno solo, spiegarti il loro funzionamento nella maniera più semplice possibile.

L’evoluzione del Touchscreen

La storia del Touschscreen è abbastanza lunga e sconosciuta, in pochi passi potremmo riassumerla così:

  • Il touchscreen nasce dalla brillante mente di E.A. Johnson che progetto il primo schermo ad usare questa tecnologia nel 1965.
  • Nel 1969 Johnson registra il brevetto.
  • Ad usare per primi il touchscreen capacitivo fu il CERN di Ginevra nel 1973 basandosi su degli studi fatti da Bent Stumpe e Frank Beck qualche anno prima.
  • Il primo dispositivo multitouch compare nel 1982 dall’università di Toronto.
  • Il primo telefono touchscreen è sicuramente l’IBM Simon in commercio dal 1992.
  • Nel 2004 Nintendo presenta il “Nintendo DS” la prima console portatile con uno schermo tattile.
  • Nel 2006 esce LG Prada il primo, se così vogliamo dire, smartphone in commercio.
  • Nel 2007 compare Apple, che presenta al mondo la sua nuova linea di smartphone, gli Iphone

Cos’è il Touchscreen?

A rispondere banalmente alla domanda è Wikipedia che spiega come…

In elettronica lo schermo tattile o touch screen è un particolare dispositivo frutto dell’unione di uno schermo ed un digitalizzatore, che permette all’utente di interagire con una interfaccia grafica mediante le dita o particolari oggetti. Uno schermo tattile è allo stesso tempo un dispositivo di ingresso e di uscita.[via]

Come funziona uno schermo touchscreen?

I touchreen di ultima generazione, ovvero quelli denominati schermi capacitivi, sfrutta l’elettrochimica contenuta nello schermo e nella nostra mano, quando vengono a contatto si viene a formare una variazione di capacità superficiale, dovuta ad una tensione applicata al pannello che si propaga grazia al ossido di metallo, che viene prontamente letta da dei condensatori a film posti in una matrice, posizionati al di sotto di una superficie generalmente in vetro.

 

Quanti e quali tipi di Touchsceen esistono?

Attualmente possiamo suddividere gli schermi touchscreen in cinque categorie:

  • Sensore Magnetico: questo è il sistema usato dagli schermi che funziono tramite pennino ma non tramite tocco di mano, l’influenza di molti campi magnetici tra penna e tablet creano le interazioni che oggi conosciamo con il dispositivo.
  • Ad Infrarossi: tramite una griglia a infrarossi i primi schermi tattili riconoscevano la presenza o meno di un oggetto sullo schermo rispondendo prontamente fornendo delle coordinate al processore, ottenute da delle griglie poste intorno allo schermo, che vengono infine riconosciute come tocchi.
  • Ottica o a videocamere: in maniera simile al sistema ad infrarossi questo sistema usa al posto della griglia molte videocamere usate per il riconoscimento avanzato di dita o oggetti sullo schermo.
  • Schermo resistivo: Usato ancora nella maggior dei dispositivi moderni ma superato dallo schermo capacitivo, quello dativo è composto in maniera totalmente differente dai suoi predecessori, si basa infatti su due strati di materiale conduttivo che una volta premuti entrando in contatto permettono al dispositivo di  determinare la posizione dell’oggetto.
  • Schermo capacitivo: usato sui dispositivi di nuova generazione si basa come spiegato nel paragrafo precedente, sulla variazione di capacità superficiale permettendo al dispositivo di conoscere la posizione del tocco in maniera particolarmente precisa.

Il multitouch

Particolare attenzione va dovuta allo schermo multitouch, una evoluzione dello schermo capacitivo capace di riconoscere più tocchi contemporaneamente grazie a particolari sensori che uniti ad un gestionale avanzato consentono al dispositivo di non limitarsi al singolo punto di contatto ma ad una quantità pressoché infinita di tocchi.

Qual’è futuro del TouchScreen?

Attualmente il touchscreen permette all’utente di interfacciarsi con il suo dispositivo in sole due dimensioni, imitando solamente la pressione tramite un contatto più o meno presente. Tramite il 3D Touch recentemente introdotto da Apple nei suoi ultimi device, è possibile avere la capacità di interagire in tre dimensioni, con una tecnologia tutta nuova, ora è possibile aggiungere al tocco, una vera e propria pressione, aprendo agli sviluppatori di software e applicazioni un infinità di possibilità tutte da scoprire.

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Scritto da Massimiliano Formentin

Sono sempre stato un appassionato di tecnologia, il mio scopo con PcGenius è condividere questa mia curiosità con il mondo intero. Nella vita faccio anche altro: suono il pianoforte e mi occupo di web.