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Parole Ostili 2019: la (ri)scoperta del Digitale

Dopo ben due anni sono riuscito a tornare a Trieste per partecipare a Parole Ostili. Si tratta di un evento volto a valorizzare e ri-scoprire l’ambivalente mondo del digitale sotto ogni sua sfaccettatura.

I Panel che ho seguito (titoli accorciati), clicca per approfondire:
PlenariaParole giuste per crescereInternet Gravity
A Scuola smartphone si o no?La Terra è piatta e io ci credoNon dire Startup! | La prima edizione di Parole Ostili

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“Virtuale è Reale” è il primo punto del Manifesto delle Parole Non Ostili,
oltre a fare da slogan alla terza edizioni di ParoleOstili è stato un vero e proprio mantra per tutta la durata dell’evento

Plenaria

Da qui si parla di appunti presi alla svelta

In questa parte dell’articolo vi descrivo quello che io ho percepito e vissuto nonché quello che ho riportato sotto forma di appunti scritti. Questo per dirvi che i relatori sono stati tutti molto bravi e pertinenti ed io, da non esperto in materia, potrai aver capito male alcuni passaggi o aver proprio scritto delle castronerie. Non potendo confrontarmi su quanto scritto vi chiedo di segnalare eventuali errori a: [email protected], grazie 😉

Ad aprire le danze è stato un momento di plenaria nella bellissima Sala Saturnia dove, persone interessate e giornalisti hanno potuto assistere ad una meravigliosa introduzione dell’evento.

Senza stare qui a citare quello che è stato detto per filo e per segno vi farò il sunto della questione e dei fatti più importanti.

L’associazione che segue l’omonimo evento nasce da un gruppo di “romantici” stufi dell’odio e dell’hate speech online. Con la determinazione e il coraggio di voler cambiare le cose ecco che nasce l’evento di cui vi sto parlando in queste righe.

Dopo l’introduzione è comparso sullo schermo un simpatico video animato in cui si poteva ammirare un piccolo pacman che mangiava i player che promuovevano l’odio online. Dopo che il player digitava una affermazione spiacevole infatti arrivava il piccolo eroe a causare loro un meritato game over terminando l’ultimo player in vita che, non avendo affermato nulla di male ha potuto chiedere: “hey ragazzi, che fine avete fatto?”

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Il PacMan in basso al centro sta per mangiare il personaggio sulla sinistra che afferma “Una vacca da S******e!!!”. La stessa sorte capiterà tutti gli altri personaggi nel gioco. A sopravvivere sarà un solo innocente che chiederà solo qual è stata la sorte che è spettata ai suoi compagni.

A seguito del video è stato letto un monologo sul sexting che mi ha veramente commosso. Era reale, raccontava di una rottura di una coppia. I due innamorati si erano lasciati e lui, per vendicarsi lei, ha pensato di condividere su un gruppo facebook le informazioni personali ed alcune foto molto personali della vittima.

Il sexting poi è stato approfondito in un panel che purtroppo non sono riuscito a seguire.

Finito il racconto è salita sul palco Rosy Russo, Presidente di ParoleOstili.

Rosy ha parlato della situazione difficile in cui viviamo ricordando a noi spettatori che ci sono però moltissime altre storie che però non sempre vengono raccontate o non ricevono l’attenzione che meritano.

Aggiungerei, io personalmente, che ParoleOstili è la controstoria della rete, del Digitale. Si tratta di un evento che ci permette di vivere offline ciò che giornalmente avviene online. É una storia alternativa, una bella storia che merita di continuare il più a lungo possibile.

Rosy ha citato 3 parole a lei molto care:

  • Incontro: tutti gli incontri sono speciali, tutti avvengono per un motivo. Sono apparsi su schermo due foto (o meglio, uno scatto fotografico e uno screenshot). La prima foto mostrava una letterina scritta da una ragazzina conosciuta su un blog che ringraziava Rosy per essere stata invitata a partecipare a ParoleOstili. La seconda foto invece era uno screenshot di un tweet di ringraziamento di un amico di Rosy che pur essendo lontano da Trieste ha voluto e potuto comunque dimostrare la sua vicinanza. La parola incontro quindi è incentrata sulla possibilità di conoscere persone e di costruire relazioni sia online che offline.
  • Noi: inteso come la somma di tante persone. Rosy ha spiegato che ieri in tutta Italia 80.000 ragazzi nelle scuola hanno fatto un ora di Comunicazione Non Ostile imparando un sano modo di comunicare (online e anche offline).
  • Dettagli: i dettagli sono importanti. E’ stato fatto l’esempio delle virgole, nella frase in cui sono inserite possono fare una enorme differenza sconvolgendo il significato stesso che si voleva comunicare. Parole Ostili si basa sui dettagli.

Legata alla parola dettagli una bellissima frase che è stata detta in realtà successivamente, ma per completezza e per correlazione con il significato vi scrivo già ora. Frase non mia eh 😉

I dettagli fanno la differenza e la differenza la fa sempre chi li nota

Rosy, giustamente cita il fatto che l’evento è stata molto apprezzato nelle sue edizioni, ottenendo la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana” e vincendo il premio InspiringPR Award 2019.

Due milestone veramente non da poco conto! Complimenti ❤️.

Sono stati poi citati alcuni dati interessanti: rispetto al 2017 le Fake News sono aumentate del 12%, oggi sono considerate tali l’80% delle notizie condivise sulla rete.

Rosy conclude l’intervento ringraziando il suo staff e le persone che la hanno aiutata a realizzare tutto questo promuovendo poi i libri “Parole Appuntite, Parole Piumate” e “Penso Parlo Posto” da ieri disponibili in vendita all’evento stesso, nelle librerie e su Amazon, passando poi al Manifesto della Parola Non Ostile che iniziato da un ambito generale poi nel tempo è stato approfondito in 5 ambiti: Scuola, Politica, Azienda, Sport, Pubblica Amministrazione e da quest’edizione anche l’ambito scientifico. Il manifesto è attualmente tradotto in 27 lingue.

Per gli insegnanti è prevista una sezione sul sito dove scaricare oltre 200 materiali didattici per insegnare ai loro alunni e studenti di ogni ordine e grado la comunicazione non ostile.

Finito l’intervento di Rosy seguono momenti più e meno seri tra cui: l’intervento scritto dalla senatrice Liliana Segre (che non è potuta presenziale all’evento) ed un confronto sul digitale tra una giornalista ed un sociologo, l’intervento di Andrea Sesta sulla satira di Lercio e concludendo poi con l’introduzione, che verrà poi approfondita in un panel che ho seguito del Manifesto della Scienza.

La Plenaria si è conclusa con un estratto della nuova canzone di Parole Ostili cantata dal Coro dell’Antoniano.

Parole Giuste per Crescere

Da qui si parla di appunti presi alla svelta

In questa parte dell’articolo vi descrivo quello che io ho percepito e vissuto nonché quello che ho riportato sotto forma di appunti scritti. Questo per dirvi che i relatori sono stati tutti molto bravi e pertinenti ed io, da non esperto in materia, potrai aver capito male alcuni passaggi o aver proprio scritto delle castronerie. Non potendo confrontarmi su quanto scritto vi chiedo di segnalare eventuali errori a: [email protected], grazie 😉

Panel moderato da Chiara Bidoli. Relatori Anna Sarfatti, Alberto Pellai, Michele Arlotta e Filippo Agnello.

Nel vocabolario le parole son milioni
Non scegliere le parole che son sugli e son bastoni
Scegli la parola che sia zucchero e gentile
Niente più parole ostili, ma parole con lo stile

Estratto della nuova canzone di Parole Ostili

Con questo estratto Alberto Pellai ci ha introdotto all’argomento del panel spiegandoci che le emozioni non educate e non regolate nei bambini possono sfociare in emergenza educativa.

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Una bambina che chiede se anche noi capita di sentirci un po’ indefiniti

La bambina dell’immagine si sente indefinita perché fa parte della Generazione Alfa (ovvero tutti quelli che sono nati con il touch già ampiamente diffuso).

Il problema sta nell’iperstimolazione, nella presenza di stimoli non fase specifici e nella relazione virtuale.

Tutto questo è un problema perchéa le emozioni hanno bisogno di essere condivise e di diventare ipersoggettive, sentendo non solo chi le prova ma anche chi fornisce loro una validazione, un contenimento ed un significato.

Per stabilizzare le emozioni abbiamo solo il periodo della età evolutiva. I genitori dunque sono cruciali per generare esperienze positive che se negate possono sfociare in bullismo, comportamenti violenti e il precedentemente citato sexting.

Pellai continua la spiegazione passando al cervello, diviso in due aree che banalmente chiameremo di Emozioni e di Cognizione collegate dalla Rete Neuronale. Se la rete crasha, ovvero smette di funzionare, non scatta più la relazione causa effetto.

Cantiamo tutti insieme un mondo di parole
leggere come piume, calde, gialle come il sole
parole che son pietre sotterriamo sotto terra,
distruggi le parole che fan nascere la guerra
niente più parole ostili ma parole con lo stile

Estratto della nuova canzone di Parole Ostili

Ricordandoci di dare sempre al Bambino una comunicazione basata sulle parole (anche quando per noi non è in grado di comprenderle). Parole con lo stile 😉

Segue Anna Sarfatti che citando uno dei punti del Manifesto dice “Si è ciò che si comunica” e nominando uno scritto (che non ho colto) di Rodari ci ricorda che i bambini sono alunni, studenti e saranno / sono cittadini.

Il problema degli adulti di oggi è che non sanno come relazionarsi col bambino digitale: è come se noi fossimo un bagnasciuga tra il mare (il mondo digitale) e la sabbia (se così si può dire, il vecchio mondo), il bagnasciuga / l’adulto deve svolgere il ruolo di ponte tra questi due mondi.

Quali altre esperienze possiamo condividere oltre al computer?

Già, perché non possiamo pensare di fare come l’adulto nell’aneddoto che ci è stato raccontato al panel (un padre nella metro zittisce il pianto del figlio dandogli in mano un telefono). Sempre citando il Manifesto, al punto 7, Anna ci ricorda che “Condividere è una responsabilità” ed è compito degli adulti nei confronti dei bambini fare co-costruzione. Impare, credo, in un certo senso gli uni dagli altri.

Le parole sono un ponte non una barriera. Ci permettono di avere una competenza linguistica in base alla relazione e dipendono solo dal modo in cui noi lei usiamo.

É sbagliato dare in mano un Device ad un bambino molto piccolo? Sì ma la soluzione non è toglierglielo come un dispetto ma semmai controllare il suo utilizzo per non demonizzare inutilmente un qualcosa. Imparando così a non consumare acriticamente ma imparando a filtrare le cose.

É la vicinanza tra bambini ed adulti ad essere fondamentale.

A concludere il panel sono stati Filippo Agnelli di Fisherprice e Michele Arlotta di Discovery Italia che hanno presentato e raccontato un progetto di collaborazione tra Fisherprice, Discovery e Parole Ostili. Si tratta di qualche piccolo spot di pillole delle parole non ostili che andranno onda sui canali Frisby e K2 del digitale terrestre mostrando in pochi semplici passaggi come le parole “Grazie”, “Ti voglio bene”, “Posso?” possono migliorare la convivialità dei più piccoli.

L’ultima slide riporta delle frasi molto belle ed importanti:

  • L’importanza sta nei piccoli gesti
  • Bisogna coltivare la gentilezza
  • Bisogna avere cura delle relazioni reali, delle esperienze dirette e della competenza linguista
  • Gli adulti sono guida e presenza nella vita del bambino
  • L’educazione emotiva si impara crescendo
  • Le relazioni con gli altri modella nostra competenze emotive
  • Le parole devono a dare significato a ciò che viviamo
  • Noi siamo ciò che viviamo, diciamo e che ci viene detto

Internet Gravity

Da qui si parla di appunti presi alla svelta

In questa parte dell’articolo vi descrivo quello che io ho percepito e vissuto nonché quello che ho riportato sotto forma di appunti scritti. Questo per dirvi che i relatori sono stati tutti molto bravi e pertinenti ed io, da non esperto in materia, potrai aver capito male alcuni passaggi o aver proprio scritto delle castronerie. Non potendo confrontarmi su quanto scritto vi chiedo di segnalare eventuali errori a: [email protected], grazie 😉

Ad Internet Gravity si è parlato del come il web possa essere un posto bello, aperto alla condivisione e alla relazione con gli altri.

Il panel è iniziato con una citazione…

Internet non serve a niente, e non fa niente.
Internet non è una cosa più di quanto non lo sia la forza di gravità.
Entrambe ci tengono assieme

Neuw Clues

5 sono stati i protagonisti del panel: Imen, Francesca, Floriana, Domitilla e Riccardo.

Di loro, sono stato particolarmente colpito da quello che Imen, Floriana e Riccardo sono riusciti a fare con la propria esperienza sui social.

Imen: l’economia resa semplice in pochi secondi

Imen (@imenjane) su Instagram fa dei piccoli video che spiegano come funziona e come si muove la finanza con un linguaggio semplice e pulito. Ha iniziato nel 2018 dopo aver parlato con dei suoi amici sulla fine della Lehman Brothers: dopo aver capito che molti dei suoi amici non avessero alba di cosa sia successo si è data da fare per spiegarglielo abbattendo la convinzione che aveva sul fatto che fossero svogliati o poco interessati. Semplicemente alcuni argomenti erano difficili da capire.

Come lo sono per molti.

Anche per me…

Da lì quindi è partita con Instagram a fare dei piccoli corti in grado di rendere a portata di tutti alcuni grandi argomenti dell’economia odierna ma non solo.

Floriana: l’informatica è roba per donne!

Floriana (@floarianafer) si definisce una Nerd ed è unavolontaria della Fondazione IBM, inoltre è una IBM Master Inventor (fa i brevetti legati al digitale e li rende di pubblico utilizzo). Cosa ha fatto Floriana di speciale? Ha dato il via, insieme ad IBM al progetto “N.E.R.D.” Non É Roba Per Donne.

In questo progetto ha seguito delle alunne delle superiori (o medie, sinceramente ora non ricordo) e ha fatto programmare loro un chatbot. Alché sono venuti fuori anche progetti molto interessanti.

Una ragazza vittima di abusi sessuali ha creato un chatbot che facesse le giuste domande da porre a chi subisce queste violenze aiutandola nel modo giusto.

Floriana, dopo aver aspettato che le ragazze avessero l’età per l’Università è stata molto felice di constatare che in una Università che seguiva il corso di laurea in informatica aveva una percentuale di donne pari al 40% degli iscritti totali.

Un bellissimo e meraviglioso traguardo. Che nelle pagine web di IBM si denota come un minestrone raggiunto anno dopo anno.

Questi sono i risultati dal 2013 al 2019:

  • Roma, 6 edizioni, 944 ragazze
  • Milano, 5 edizioni, 835 ragazze
  • Bari, 4 edizioni, 1520 ragazze
  • Padova, 2 edizioni, 153 ragazze
  • Napoli, 2 edizioni 300 ragazze
  • Alessandria, 3 edizioni, 155 ragazze
  • Genova, 1 edizione , 55 ragazze

Riccardo: Twitter è la cassa di risonanza del web

Non c’è molto da dire su Riccardo. Andrebbe detto che non potrei dargli del tu essendo un professore universitario. Farò parte anche io della già citata generazione alfa e per questo mi sento un po’ disorientato? Può essere, ma sicuramente non potevo iniziare con “Il chiarissimo professore…” no?

In ogni caso 😓

Il professor Puglisi ha raccontato di come lui usi Twitter per la sua diversità rispetto a Facebook. Dopotutto…

Su Facebook ci sono i compagni di scuola che hai avuto
Su Twitter ci sono quelli che avresti voluto avere come compagni di scuola

Con l’hashtag #sdeng il Professore replica a chi si contraddice con i propri Tweet. A suon di dire castrante infatti non tutti si ricordano che la rete non dimentica.

Ovviamente la risposta non si limita al solo hashtag ma viene spiegato, nell’ambito economico il perché di un certo avvenimento.

A Scuola Smartphone Sì o NO?

Da qui si parla di appunti presi alla svelta

In questa parte dell’articolo vi descrivo quello che io ho percepito e vissuto nonché quello che ho riportato sotto forma di appunti scritti. Questo per dirvi che i relatori sono stati tutti molto bravi e pertinenti ed io, da non esperto in materia, potrai aver capito male alcuni passaggi o aver proprio scritto delle castronerie. Non potendo confrontarmi su quanto scritto vi chiedo di segnalare eventuali errori a: [email protected], grazie 😉

Vi avviso subito. La risposta è un po’ più complessa.

A moderare il panel c’era Donatella Solda. I relatori erano Valeria Fedeli, Bianca Iaccarino e Fausto Colombo.

Spiegata in breve: l’ex ministro per la pubblica istruzione (ora è Senatrice), una insegnante che ha trasformato un Liceo Classico in una sorta di Liceo Classico Digitale ed un professore ordinario di Teoria e tecniche dei Media

Liceo Classico: a Napoli è Digitale

Il Panel inizia con la professoressa Iaccarino che ci spiega come con quello che presuppongo essere Apple Schoolroom sia stato possibile insegnare ad una sezione del Liceo Classico Gian Battistia Vico di Napoli usando solo gli iPad ed altri materiali didattici.

Perché ho scritto di Schoolroom? Per far capire che i tablet erano sì di proprietà dei singoli alunni ma nell’ambito scolastico erano gestiti dall’ente e dall’insegnante. Quest’ultimo infatti aveva la possibilità di vedere gli schermi degli studenti e di bloccarli alla applicazione che doveva essere usata in quel momento.

A fine esperienza agli insegnati e agli studenti è stato chiesto se “l’uso delle nuove tecnologie fosse stato utile per la didattica” trovando molto favorevoli entrambi i gruppi. A dare il punteggio massimo sono stati infatti il 62% degli insegnati e il 55% degli studenti. A susseguirsi poi chi ha dato sufficienti, e poco. Nessuno ha risposto “per niente”.

Per gli alunni i punti di forza sono stati la rivoluzione nel modo di studiare, l’aver trovato nella didattica digitale una alternativa più intelligente e formativa per lo studente rispetto alle metodiche standard. Le materie più rivoluzionate? Chimica, Greco e Latino.

I docenti invece hanno notato come il digitale potesse portare un approccio diversificato, coinvolgente e stimolante.

Oltre agli iPad in aula i ragazzi hanno fatto anche altre esperienze digitali, come ad esempio:

  • Creato presentazioni con Keynote
  • Seguito corsi digitali con iTunes U
  • Seguito delle Unità Didattiche con Spark Video e Prezi
  • Fatto la videorecensione di un Film

Il digitale è convergente ma ingannevole

Fausto Colombo ha spiegato invece come il digitale porti gli strumenti ad essere convergenti. Non fanno più una cosa ma ne fanno molte. Quindi non servono più molti strumenti, ce ne servono pochi che però possono fare praticamente tutto.

Il problema dei docenti è che a loro sono sempre stati dati dei dispositivi dedicati a fare solo ed unicamente una cosa.

Come in plenaria con Rosy, anche il professor Colombo ha deciso di condividere con noi alcune parole a lui care:

  • Coalescienza: è facile confondere i vari usi che un device ha. Tante volte il multitasking diventa con-fusione.
  • Conversaione: raccontando dei suoi studenti che mentre erano a lezione messaggivano con qualcuno non presente in aula il professore ha spiegato il bisogno di interagire con qualcuno e del problema dello Scheme Reading (potremmo tradurlo in italiano come lettura rapida ed approssimativa)
  • Cura: il digitale ci fa dimenticare che per ottenere risultati ci vuole tempo

Non per questo bisogna demonizzare il nuovo

Bast usare le nuove tecnologie nel giusto contesto per permettere loro di dare il massimo.

Si parla di Devices (e non di Smartphone) nelle Aule

La Senatrice Fedeli è stata molto dettagliata ed io poco bravo a prendere gli appunti. Il suo intervento si può riassumere nel concetto che non si è mai parlato di far entrare i telefoni nelle aule ma di promuovere i dispositivi elettronici in generale che in realtà non è peggio ma meglio. Il problema sta nel far capire ai genitori i benefici della tecnologia, agli insegnati ed ai giovani come utilizzarla.

L’ex-ministro infatti ha fatto intendere che non è vero che le nuove generazioni sanno utilizzare la tecnologia. Forse si può dire che sanno utilizzare dei servizi. Ancora meglio sarebbe dire che sono clienti di servizi. La creatività del digitale quindi è molto limitata e sta un po’ a tutte le categorie riscoprirla e viverla al meglio anche nell’ambito formativo.

Per colmare alcuni vuoti serve un corso di alfabetizzazione digitale che da non pochi giorni è diventa legge, come serve una legge contro il cyberbullismo.

La Terra è piatta e io ci credo!

Da qui si parla di appunti presi alla svelta

In questa parte dell’articolo vi descrivo quello che io ho percepito e vissuto nonché quello che ho riportato sotto forma di appunti scritti. Questo per dirvi che i relatori sono stati tutti molto bravi e pertinenti ed io, da non esperto in materia, potrai aver capito male alcuni passaggi o aver proprio scritto delle castronerie. Non potendo confrontarmi su quanto scritto vi chiedo di segnalare eventuali errori a: [email protected], grazie 😉

No, amici che leggete questo titolo: non sono impazzito, è solo il nome del Panel.

Qui Leonardo Alfonsi e Anna Vaccarelli hanno presentato il Manifesto della Scienza.

Non essendo ancora online sappiate che ho preso appunti sufficienti per sintetizzare i 10 punti di cui il Manifesto è composto:

  1. Bisogna saper Motivare con Rispetto e Calibro
  2. Bisogna avere Etica e Metodo Scientifico. Non c’è spazio per l’egocentrismo, bisogna dare risalto alla bellezza della scienza
  3. Le Parole che vanno scelte sono parole che trasformino il complicato in semplice. Bisogna Pensare e Valorizzare senza dimenticare il nostro lato umano
  4. Il Confronto deve essere rispettoso e con argomentazioni autorevoli. Se così non è allora non si parla di confronto (niente dogmatismi ed autoritarismi)
  5. La Comunicazione deve essere piacevole, non può e non deve cadere in banalismi e tecnicismi. La Scienza è pace, la scienza accoglie, avvicina, include e fa crescere
  6. Il Parlare influenza chi ascolta, lo si fa solo in modo chiaro e senza dare futili illusioni. C’è spazio per l’empatia e speranza (quest’ultima solo se c’è una possibilità vera e propria)
  7. Condividere è segno di responsabilità, bisogna fare factchecking prima di comunicare una scoperta. Metodi e risultati sono un diritto ed un dovere verso la comunità
  8. La Scienza può e deve riconoscere i propri errori rimettendosi in discussione costante. La Scienza è apertura mentale, rispetto e interdisciplinarità.
  9. Inulti ed Aggressioni sono inutili ed impediscono il confronto ma sopratutto mortificano la Scienza. Essi sono in grado di screditare anche un tesi fondata.
  10. Se non sono competente in materia non parlo, se sono incerto dico “non so”. Le polemiche vanno evitate. Il Silenzio è un dono.

Nel mezzo, tra spiegazione e lettura, Alfonsi ha mostrato e presentato anche alcuni eventi realizzati per promuovere la scienza in Italia:

  • FAME LAB
  • FosforsoScienza
  • A Pint of Science
  • Notte dei Ricercatori
  • Corner Point

Non dire Startup!

Peccato che noi di PcGenius volessimo proprio fare una rubrica sulle Startup… niente cari lettori, cade tutto nelle vostre mani. Se la volete comunque fate sentire la vostra voce.

Da qui si parla di appunti presi alla svelta

In questa parte dell’articolo vi descrivo quello che io ho percepito e vissuto nonché quello che ho riportato sotto forma di appunti scritti. Questo per dirvi che i relatori sono stati tutti molto bravi e pertinenti ed io, da non esperto in materia, potrai aver capito male alcuni passaggi o aver proprio scritto delle castronerie. Non potendo confrontarmi su quanto scritto vi chiedo di segnalare eventuali errori a: [email protected], grazie 😉

Questo è stato l’ultimo panel ed a parer mio uno dei più interessanti.

La discussione non è stata frontale ed i relatori hanno letteralmente chiacchierato con noi ascoltatori.

Dopo un’oretta siamo arrivati alla conclusione che Startup, Crowfounding, Hype e Realtà Aumentata siano alcune delle parole più blasonate e svuotate nella storia del digitale.

L’era delle Startup è andata buca, le aziende che svolgevano questo tipo di impresa sono fallite quasi tutte ed i sopravvissuti sono veramente pochi.

Il Crowfounding in Italia non ha fatto per niente successo, molti progetti non sapevano a cosa andavano incontro e pensavano che i soldi piovessero dal cielo mentre invece avrebbero dovuto creare una strategia di marketing per invogliare una audience abbastanza grande a donare una certa cifra per far partire il progetto (e a mantenerlo).

Hype non vuol dire molto. E’ un termine, servizio bancario a parte che dovrebbe dimostrare interesse del grande pubblico nei confronti di un topic, un argomento.

La Realtà Aumentata nata già prima del 21esimo secolo doveva essere la vita che avremmo dovuto vivere oggi. Così non è. Ed anzi dai caschi siamo passati alla cosiddetta realtà virtuale con lo smartphone che quindi è un altro paio di maniche.

Davvero una bellissima discussione.


Conclusioni

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Di Parole Ostili mi rimarrà sicuramente un bellissimo ricordo (insieme ad una spasmodica quantità di utilissimi appunti). Purtroppo ci sono dovuto andare da solo, Michele era a vedere un concerto degli Imagine Dragons ma mi ha promesso che l’anno prossimo mi accompagnerà alla 4a Edizione (sperando che ci sia) e quindi noi di PcGenius posiamo già dirvi con certezza che ci saremo.

Mi auguro con tutto il cuore di trovare il tempo per mandare delle email ad alcuni relatori con i quali sarebbe molto interessante fare delle mini interviste per approfondire le tematiche che qui, purtroppo, ho potuto solo accennarvi.

Con questo io vi saluto, sto scrivendo queste righe alla mezzanotte e sei minuti di Lunedì 3 Giugno e vi aspetto con la lettura dei prossimi articoli del blog.

Alla prossima 😉

Segnala

Scritto da Massimiliano Formentin

Sono sempre stato un appassionato di tecnologia, il mio scopo con PcGenius è condividere questa mia curiosità con il mondo intero. Nella vita faccio anche altro: suono il pianoforte e mi occupo di web.

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