Poco F1: tutto quello che dovete sapere!

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Xiaomi fa di nuovo centro, ma questa volta con una strategia diversa. Avete presente Huawei, che ha Honor come sotto-brand? Ecco. Xiaomi, quella che viene chiamata la “Apple Cinese”, ha pensato di fare il suo sotto-brand: Poco, che parte subito in quinta col primo modello, il Pocophone F1, di cui ora discuteremo.

Le caratteristiche tecniche

Il nome per noi italiani può anche fare ridere, ma le specifiche invece sono tutt’altro che buffe. Parliamo del rinomato Snapdragon 845 e 6 oppure 8 gb di RAM. La GPU è la fantastica Adreno 630, e sappiamo tutti cosa è in grado di fare. I tagli di memoria sono da 64, 128 e 256. La batteria è da 4000 mAh, con ricarica Quick Charge 3.0. Quelle che per me sono le caratteristiche più importanti in un cellulare tranne una sono già state messe sul tavolo. Parlerò anche dell’ultima alla fine.

“Tamarro” quanto basta

Ha il jack per le cuffie, ha l’attacco type-c, ha la radio FM, ha gli infrarossi per comandare qualsiasi dispositivo smart. Tutte chicche in più. E fa tutto questo pesando 186 g, che non è proprio un “peso piuma”. Ma c’è a chi non importa. Alla presentazione è stato annunciato un setup audio stereo, e un sistema di raffreddamento liquido che fa tanto figo ultimamente. Da vedere quanto sia efficace.

La “scocca”

Il display è un IPS da 6.18 pollici in rapporto 18.9, con bordi stondati. Sì, ok, c’è un notch, e non è neanche troppo piccolo, e neppure sensato: il lato frontale del telefono ha una cornice inferiore abbastanza pronunciata. Inoltre, riesce a produrre luce fino a 500 nits, numero sufficiente ma non incredibile. Invece il retro del telefono per molti è scialbo: i materiali non sono esattamente cheap ma neanche premium, e il design non è tra i più originali. Si corregge il tiro inserendo una edizione speciale, la Armored Edition, con back cover in Kevlar (più per estetica che per resistenza), che però sarà disponibile in un secondo momento.

La fotocamera

Purtroppo non siamo tra i fortunati che lo hanno avuto tra le mani per mostrarvi la qualità delle fotocamere. Ne conosciamo soltanto i dati: nella posteriore abbiamo un modulo da 12 mpx f/1.9, stabilizzato digitalmente, con sensore Sony IMX 363 Exmor RS, lo stesso che troviamo su Mi Mix 2s (considerato un buon camera phone con la sua AI); più una secondaria da 5 mpx con l’unico scopo di garantire un buon “effetto bokeh”. Nella parte anteriore ne troviamo una da 20 mpx. Dalle informazioni che ci sono giunte, considererei entrambi i moduli sono poco sopra la media. L’hardware appena citato potrebbe non voler dire niente, se Xiaomi non si impegna a rilasciare software appositi. Ma sembra ben promettere dal punto di vista fotografico. Ricordiamoci che non viene proposto come un camera phone.

Il software

Parlando di software, troviamo la MIUI 9.5 basata su Oreo 8.1, con aggiornamenti assicurati alla Miui 10 e/o al nuovo Android Pie. Interfaccia amata e odiata, ma questa volta modificata e quindi ottimizzata (MIUI for POCO) per andare ad aiutare il già velocissimo processore. 

Prezzi e disponibilità

Velocità. Questo è quello per cui viene venduto il Poco F1. Non per la fotocamera (che conoscendo Xiaomi sarà probabilmente moddabile), non per il design, non per un display che spicca, ma per essere il Master of speed che continuamente ci viene ricordato nei video pubblicitari.

Sarà anche veloce ad uscire: la data esatta è il 30 agosto, questa volta nei negozi di elettronica convenzionali italiani (Mediaworld per esempio) e online su Amazon. Questa mossa lo avvicinerà sicuramente agli italiani che vogliono provare qualche opzione più esotica.

Il Poco parte da 330 per la versione 6/64 e arriva a 399 per quella da 6/128. Il prezzo dell’edizione con 8 gb di ram sarà sicuramente più alto di così, qualora fosse disponibile in Italia. Ma parliamo comunque di un device con a bordo uno Snapdragon 845, destinato a calare di prezzo. Prezzo che è di poco più alto, per esempio, di un umile P20 lite. O magari di un dignitoso P Smart +.

Una riflessione…

Xiaomi sta sempre di più entrando nelle nostre menti. Ha la capacità di imitare Apple per quanto riguarda tutto il ciclo di produzione, e pubblicizzazione, di un prodotto. Ma in modo diverso: è un azienda totalmente dalla parte del consumatore. A me Apple non trasmette questa idea a primo impatto.

Il Poco F1 è chiaramente l’affare di una Xiaomi che vuole applicare il suo principio del margine di guadagno sotto il 5%, come risposta ad un mercato di giganti che decidono i prezzi dei top di gamma. Per intenderci, compete direttamente con telefoni del calibro di OnePlus 6, con cui condivide anche alcuni concetti, come il design nel retro, e l’idea della velocità: in fondo OP6 viene pubblicizzato con la frase “The speed you need”, mentre Poco F1 con “#MasterOfSpeed”.

E voi, darete fiducia al nuovo brand? Qual’è il vostro livello di hipe per il Poco F1? Vi aspettiamo nei commenti!


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Giovanni Caponnetto

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