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L’Europa contro tutti: ecco il cloud di Gaia-X

Nei primi mesi del 2021 arriverà Gaia-X, un’impresa belga senza scopo di lucro che parlerà francese e tedesco e che proverà a dar filo da torcere ad Azure ed Aws di Microsoft ed Amazon.

Attualmente il mercato del cloud nel mondo è tutto americano: AWS (Amazon) detiene il 47.8% di share, Azure (Microsoft) il 15.5%, Alibaba il 7.7%, Google ha il 4% e IBM infine chiudo con l’1.8%. Per difendersi dal dominio extraeuropeo è quindi necessario creare una realtà locale per poter contrattaccare a dovere.

Gaia-X si concentrerà in due abiti fondamentali: realizzare un ecosistema per i dati ed un ecosistema per le infrastrutture. La società avrà un’identità giuridica che avrà lo scopo di gestire le varie fasi embrionali e di crescita grazie ad un gruppo di oltre 22 aziende tra le quali troviamo anche Deutsche Telekom, Siemens, Bosh, Atos e Sap.

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A rendere speciale Gaia-X è la volontà di rendere la società il cloud dei cloud rendendo trasparenti e chiari tutti i dati e tutte le operazioni che passeranno o che chiederanno l’elaborazione nel datacenter. La sovranità dei dati, che si intravede nell’immagine inserita poco sopra, non deve essere intesa come una prigionia della informazioni ma come l’obbligatorietà alle aziende che vorranno compartecipare in Gaia-X di sottostare alle leggi europee sul trattamento dei dati e delle informazioni personali, insomma al tanto citato e famoso GDPR.

E l’Italia?

Gli unici paesi coinvolti al momento sono Francia e Germania ma, tramite il principio di Hyperscaling (adattare l’infrastruttura in base alla domanda) e alla volontà di far compartecipare chiunque lo desideri al progetto – a patto di rispettare i principi europei cardine sui dati – chiunque in futuro potrebbe farne parte. Anche aziende non europee. L’Italia beneficerebbe molto dalla compartecipazione in Gaia-X garantendo la sicurezza (anche giuridica) e l’innovazione tecnologica di cui le aziende nazionali hanno disperato bisogno.

Per quanto riguarda la politica nazionale che nel bene e nel male influenza molto decisioni di questo tipo troviamo da un lato un progetto nazionale di cloud computing chiamato ItaCloud invocato e voluto dalla Lega e dall’altro le parole della Ministra Paola Pisano (Ministero Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione) che affermano come “l’Europa e l’Italia sono lente, hanno un’adozione delle tecnologie molto lenta, e hanno un ritardo sui modelli di business per la creazione e la diffusione dell’innovazione” e che quindi una soluzione unica europea possa essere molto più proficua.

Come per tutto il resto vedremo se Gaia-X coglierà dei frutti maturi e se l’Italia ne farà parte. Nel frattempo potrebbe addirittura prendere vita un progetto nazionale che anche se isolato dal resto dei paesi europei potrebbe comunque dare una mano alle imprese e ai professionisti che così avrebbero a disposizione tutto quello di cui hanno bisogno senza neanche uscire dal suolo nazionale.

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Scritto da Massimiliano Formentin

Sono sempre stato un appassionato di tecnologia, il mio scopo con PcGenius è condividere questa mia curiosità con il mondo intero. Nella vita faccio anche altro: suono il pianoforte e mi occupo di web.

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