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Cashback: lo stato rimborsa il 10% su spese con carta di almeno 3000€ l’anno

Con una nota di aggiornamento al DEF (il Documento di Economia e Finanza), il Governo ha annunciato l’ufficializzazione del cosiddetto CashBack di Stato nell’ottica di combattere l’evasione fiscale nel paese.

In Sintesi

A seguito dell’iscrizione all’iniziativa attraverso l’app “IO” il cittadino che tramite la carta di credito o di debito in proprio possesso potrà ricevere il 10% di rimborsi su una quantità di spesa da almeno 3000€ all’anno (minimo 1500€ ogni 6 mesi). Le transazione devono essere “offline” in negozio (se esiste questa possibilità) e non ci sono limiti alle categorie di spesa. Questo incentivo entrerà in vigore a Dicembre 2020 e rimarrà in essere per due anni, ovvero fino al 2022.

I metodi di pagamento accettati sono: Carta di Credito, Carta di Debito, Bancomat, Bonifico Bancario, Sistemi su Smartphone.

L’iniziativa, registrata come NADEF, è finanziata per 1,7 miliardi di euro per il 2021 e di 3 miliardi per il 2022.

Cos’è il Cashback?

Si tratta a tutti gli effetti di un rimborso, in questo caso in differita. Molte aziende di pagamento elettronico, o banche, sfruttano il cashback immediato: tramite delle convenzioni con catene di negozi o con esercenti, effettuata la transazione, viene subito stornata una percentuale o una tantum sul totale pagato. Un po’, per intenderci, come una carta fedeltà che da accesso agli sconti esclusivi del punto vendita.

Un esempio di Cashback automatico può essere visto nella collaborazione tra Goldman Sachs ed Apple con la Apple Card che restituisce al cliente subito il 1-3% di quanto speso su qualsiasi transazione di acquisto. Il rimborso, in questo caso, viene salvato in una carta prepagata virtuale “Apple Cash” che l’utente può usare con gli amici o attraverso Apple Pay.

Cos’è Io?

Con lo spirito di unificare le comunicazioni tra Cittadino e Pubblica Amministrazione, AgID (l’Agenzia per l’Italia Digitale – entità sotto il controllo del Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione del Paese) ha sviluppato un’app chiamata IO.

Tramite l’autenticazione con il sistema SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) o con la CIE (Carta d’Identità Elettronica) è possibile accedere ai sempre più numerosi servizi proposti dalle varie istituzioni nazionali e locali nonché partecipare a determinate iniziative statali come il Bonus Vacanze e il CashBack di Stato che stiamo trattando in questo articolo.

Io è disponibile sugli store di Google ed Apple in forma del tutto gratuita. Presto arriverà un portale web di IO a cui tutti potranno accedere, anche da piattaforme mobili non supportate o dai computer.

L’app include la possibilità di pagare tributi di diverso tipo attraverso lo snodo di pagamento PagoPA.

Come funziona il CashBack di Stato?

Da quanto si apprende, dalla mensilità di Dicembre 2020 sarà possibile iscriversi all’iniziativa tramite l’app IO, se tutto rimarrà invariato dal Bonus Vacanze, significa che bisognerà autenticarsi e recarsi nella sezione “Pagamenti” e poi recarsi in “Bonus / Incentivi”.

Ci sono delle limitazioni: bisogna spendere con carta o metodi similari (bonifici, soluzioni smart payments) almeno 1500€ ogni bimestre per ricevere alla fine del periodo un rimborso del 10% arrivando ad un cashback minimo di 300€ all’anno.

Non sono previste limitazioni alle categorie d’acquisto ma è preferibile effettuare queste transazioni nei negozi fisici. Non viene espresso il divieto assoluto alle transazioni online ma sembra che le transazioni digitali online vadano bene fintantoché queste siano l’unico metodo di pagamento disponibile.

Alla fase di pagamento, in negozio, sarà necessario far scansionare un codice qr che identificherà univocamente la transazione. Lo stesso QR permetterà al cittadino di partecipare anche alla Lotteria degli Scontrini che ha un montepremi di 5 milioni di euro.

É previsto un cashback “bonus” di 3.000€ per i primi 100.000 cittadini ad effettuare il più alto numero di transazioni pagate con metodi elettronici.

Il rimborso verrà erogato attraverso la piattaforma PagoPA come bonifico in entrata all’iban che avremo fornito in fase d’iscrizione. A quanto si apprende il rimborso arriverà alle fine del bimestre se saranno soddisfatti tutti i requisiti.

Chi paga il POS?

L’esercente, sempre. É notizia recente la conclusione di un accordo tra Istituti di Credito e Rappresentati delle Imprese che prevede l’abbattimento delle commissioni sulle transazioni di importo inferiore ai 5€. Sopra, tutto funzionerà come di consueto ovvero verranno applicati i normali accordi sottoscritti tra l’imprese e l’istituto di credito o l’azienda con cui è stato stipulato il contratto.

Di che cifre parliamo? Di importi variabili che vanno quasi sempre dal 2 all’8% sull’importo acquisito dall’utente con una cifra minima che solitamente non supera l’euro dove viene applicata sempre la soluzione più alta. Inoltre, il POS di per sé ha un costo di noleggio o di acquisto che può essere mensile o una tantum.

Alla transazione al netto di commissioni, poi, bisogna sottrarre le tasse che l’esercente deve all’erario.

La conclusione di questo accordo dovrebbe essere un primo obiettivo da festeggiare nell’ottica a lungo di termine di abbassare o di annullare le imposte che gli esercenti devono all’Istituto di Credito per accettare pagamenti in forma elettronica.

Al momento, alle soluzioni sopra citate, rimane in vigore il Bonus Fiscale del 30% sulle commissioni a carico degli esercenti che hanno accumulato ricavi o compensi inferiori ai 400.000€. Il credito di imposta può essere richiesto mensilmente. Questo bonus è regolamentato dalla legge 157/2019.

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Scritto da Massimiliano Formentin

Sono sempre stato un appassionato di tecnologia, il mio scopo con PcGenius è condividere questa mia curiosità con il mondo intero. Nella vita faccio anche altro: suono il pianoforte e mi occupo di web.

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